INTRODUZIONE
Anche nell’anno accademico 2024/2025, appena concluso, ho avuto il piacere di tenere alcune lezioni di “Storia, Filosofia e Storia delle Religioni”, e precisamente quattro lezioni, nei mesi di maggio e giugno.
Le lezioni, tenute presso le aule del Mudit, il Museo degli Illustri Tarantini, ci hanno permesso di intraprendere insieme un viaggio affascinante nel periodo più straordinario della storia italiana, dal punto di vista artistico, scientifico e culturale: il RINASCIMENTO.
Grazie alla disponibilità all’uso della LIM e di presentazioni PowerPoint, è stato possibile arricchire ogni incontro con immagini, video, dettagli artistici e aneddoti che hanno reso i contenuti più vivi e coinvolgenti.

Mi ha colpito l’interesse attento e appassionato del gruppetto dei corsisti presenti, la partecipazione attiva e la voglia autentica di conoscere e di approfondire. Questa dispensa nasce proprio con l’intento di lasciare traccia di ciò che abbiamo vissuto insieme, affinché ogni lettore possa rivivere – almeno in parte – l’emozione di quelle ore condivise. Durante le quattro lezioni sono state sviluppate le seguenti tematiche, arricchite da numerosi collegamenti contestuali, storici e filosofici:
- Oltre le Colonne d’Ercole: Cristoforo Colombo e la scoperta del Nuovo Mondo
- Le Meraviglie del Rinascimento: un’esplosione di bellezza e genialità
- Michelangelo e la Cappella Sistina: arte, fede e filosofia sotto una volta dipinta
- Federico da Montefeltro e il Ducato di Urbino: l’umanesimo al potere
Ma, ora, entriamo un po’ nei dettagli di questi argomenti…
Oltre le Colonne d’Ercole
Cristoforo Colombo e la scoperta del Nuovo Mondo

Ricordo perfettamente lo sguardo curioso con cui abbiamo iniziato questa lezione: la figura di Cristoforo Colombo, spesso semplificata nei libri scolastici, è in realtà il simbolo di un’epoca di svolta, di passaggio, di sogno e anche di contraddizione.
Insieme, abbiamo ricostruito le tappe del suo primo viaggio oltre le cosiddette “Colonne d’Ercole”, limite estremo del mondo conosciuto fino ad allora. La scelta di Colombo non fu casuale né isolata: fu il frutto di una visione, di un progetto coltivato ostinatamente per anni, e sostenuto infine dai sovrani spagnoli, Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona.
Attraverso slide dettagliate, abbiamo tracciato il percorso delle tre caravelle, analizzato i documenti originali, e ci siamo soffermati sul significato simbolico e culturale dell’incontro tra due mondi. Abbiamo discusso insieme non solo del “grande navigatore”, ma anche delle conseguenze – talvolta drammatiche – di quel viaggio: il confronto (e scontro) tra civiltà, le ricchezze conquistate, ma anche la sofferenza degli indigeni.
Mi ha fatto molto piacere vedere come i corsisti abbiano saputo cogliere le sfumature, ponendo domande pertinenti e partecipando attivamente alla discussione.
In questa lezione abbiamo imparato che la Storia non è mai solo cronaca, ma è anche interpretazione, sguardo, riflessione. E che ogni viaggio – anche quello di Colombo – ci parla ancora oggi, se sappiamo ascoltarlo.
Le Meraviglie del Rinascimento
Un’esplosione di bellezza e genialità
La seconda tappa del nostro viaggio ci ha portato nel cuore pulsante di una delle epoche più straordinarie della storia: il Rinascimento italiano. Quando ho cominciato a preparare questa lezione, mi sono subito reso conto che parlare del Rinascimento significa raccontare un’esplosione di creatività, un risveglio collettivo del pensiero, dell’arte e della scienza. E così è stato anche per noi, in aula: un percorso appassionante tra Firenze, Roma, Venezia, Milano e le grandi corti rinascimentali.
Con l’aiuto della LIM e delle immagini proiettate, abbiamo ammirato opere d’arte immortali, che ancora oggi ci parlano con una forza incredibile: la grazia dei dipinti di Raffaello, l’equilibrio delle architetture del Brunelleschi, la potenza espressiva delle sculture di Michelangelo, la visione rivoluzionaria di Leonardo da Vinci.
Ma non ci siamo fermati alla bellezza delle opere. Abbiamo cercato di capire cosa ci fosse dietro tutto questo splendore: un nuovo modo di vedere l’uomo e il mondo. Il Rinascimento è stato infatti anche un cambiamento di mentalità, una riscoperta dell’uomo come misura di tutte le cose, una fiducia nuova nella ragione, nell’indagine scientifica, nella libertà dello spirito. L’uomo comprende che può essere artefice del proprio destino e discostarsi dalla visione teocentrica del Medioevo.
Insieme abbiamo riflettuto sul ruolo fondamentale dei mecenati, dei papi, delle corti che investirono in cultura e conoscenza. Abbiamo parlato di Lorenzo il Magnifico, di Isabella d’Este, dei Medici e dei Gonzaga, che fecero delle loro città veri e propri laboratori di arte e pensiero.


Quello che più mi ha colpito è stato il coinvolgimento dei corsisti: ognuno ha voluto dire la sua, ha ricordato viaggi nei luoghi dell’arte, ha condiviso emozioni provate di fronte a un affresco, a una cupola, a una statua. È stato un momento dialogo tra passato e presente.
Abbiamo concluso la lezione con una semplice ma potente verità: il Rinascimento non è solo un periodo storico, è un’idea. È la convinzione che l’uomo possa migliorare sé stesso e il mondo attraverso la bellezza, la conoscenza e la passione. E questa idea – ancora oggi – può ispirarci.
Michelangelo e la Cappella Sistina
Arte, fede e filosofia sotto una volta dipinta
Se dovessi scegliere un momento di autentica emozione durante questo ciclo di lezioni, penso che molti corsisti indicherebbero questo: la scoperta – o riscoperta – della volta della Cappella Sistina, affrescata da un giovane e ostinato Michelangelo. Una vera sfida, un’impresa titanica compiuta da un genio solitario che non si considerava nemmeno un pittore.

Quando abbiamo cominciato a raccontare la vita di Michelangelo, ci siamo immersi in una storia fatta di passione, di tormento, di ricerca del divino. Ogni immagine proiettata sulla LIM sembrava prendere vita: il dito teso di Dio che sfiora quello di Adamo, lo sguardo drammatico del profeta Isaia, la maestosa figura di Zaccaria, la forza muscolare dei veggenti e dei nudi laterali, l’energia travolgente del Diluvio Universale e della Creazione degli Astri.
Ma non ci siamo limitati ad ammirare la bellezza pittorica. Abbiamo cercato di penetrare il significato profondo di quelle immagini. Michelangelo non dipinge semplicemente episodi biblici: rappresenta una visione del mondo, una teologia in immagini, una riflessione filosofica sull’origine dell’uomo, sul peccato, sul libero arbitrio e sulla salvezza. È come se ci dicesse che, attraverso la fatica, l’uomo può innalzarsi fino a Dio.
Abbiamo parlato del rapporto tra Michelangelo e i papi, in particolare Giulio II, che lo spinse a realizzare quell’opera colossale. E poi della solitudine di un artista che scolpiva anche con il pennello, che viveva tra fede e dubbio, tra sacro e umano, tra cielo e terra. Michelangelo era un uomo del Rinascimento, ma anche un’anima inquieta e profondamente spirituale.
In aula, qualcuno ha detto: “Adesso, quando visiterò di nuovo la Cappella Sistina, la guarderò con occhi diversi.” E forse questo è il regalo più grande che una lezione possa lasciare.
Federico da Montefeltro e il Ducato di Urbino
L’umanesimo al potere
Per l’ultima lezione di questo ciclo, ho scelto di portarvi con me a Urbino, una piccola città delle Marche che, nel Quattrocento, fu uno dei cuori pulsanti dell’Umanesimo. E questo fu merito, in gran parte, di un uomo straordinario: Federico da Montefeltro.
Ricostruire la sua figura è stato come entrare in un affresco rinascimentale in cui politica, cultura, arte e filosofia si fondono in armonia. Federico non fu solo un grande condottiero, ma anche un principe illuminato, un mecenate raffinato, un amante dei libri e del sapere. Il suo studiolo – che abbiamo osservato attentamente durante la lezione – è forse la più bella sintesi di ciò che era e di ciò che rappresentava: intarsi in legno finissimo, simboli di virtù, strumenti scientifici, libri, mappamondi, strumenti musicali. Non armi, ma pensiero.
Con le slide e le immagini proiettate, abbiamo “camminato” dentro il Palazzo Ducale di Urbino, una delle più belle dimore signorili d’Italia, opera dell’architetto Luciano Laurana. Abbiamo ammirato le sue torri gemelle, la raffinatezza dei cortili, l’eleganza della Biblioteca e la forza comunicativa della celebre tavola di Piero della Francesca che ritrae il duca con il suo inconfondibile profilo.
Ma più ancora dell’aspetto architettonico e artistico, ci siamo soffermati sulla visione politica e culturale di Federico. Un uomo che seppe coniugare forza e intelligenza, diplomazia e lungimiranza. Un sovrano che credeva nel potere della cultura come strumento di governo e di civiltà.
Lo sviluppo di questo argomento è stato anche un modo per riflettere su una domanda che è emersa durante la lezione: che cosa significa davvero “governare con sapienza”? Federico ci insegna che la cultura non è un ornamento, ma una guida. E che il vero potere è quello che innalza, non quello che schiaccia.
I commenti alla fine della lezione mi hanno profondamente colpito. In molti hanno espresso stupore nel “riscoprire” un personaggio poco conosciuto ma straordinario, che oggi dovrebbe essere più presente nei libri di scuola. Alcuni hanno già messo in programma una visita a Urbino: e questo, per me, è uno dei risultati più belli.

CONCLUSIONE
Ripensando a queste quattro lezioni, penso che ogni incontro abbia rappresentato un’occasione per scoprire insieme quanto la storia, l’arte e il pensiero possano ancora emozionarci, sorprenderci e farci riflettere.
Sia al presidente Giuseppe Ventruti sia a tutti i partecipanti va il mio ringraziamento: per l’attenzione, la curiosità, le domande, i sorrisi e, soprattutto, per la voglia di continuare a imparare, come abbiamo fatto insieme in questo meraviglioso viaggio nel mondo rinascimentale.
Ciro De Angelis
Ciao