“Poeti si nasce, oratori si diventa”

Quanto sono importanti, nella scuola odierna, la predisposizione e la passione degli insegnanti per il loro lavoro? Perché i docenti spesso trasmettono solo i contenuti delle discipline ma di rado si preoccupano di insegnare un efficace e piacevole metodo di studio ai propri alunni?
“Se nessuno sa quel che tu sai, il tuo sapere serve a poco”. Questo proverbio cinese insegna che non basta possedere cultura, ma è necessario saperla trasmettere con efficacia. In una sua vecchia canzone Eugenio Finardi diceva infatti che compito della scuola è quello di “insegnare ad imparare”. Molti studenti trovano noioso il metodo di studio tradizionale del “leggi, sottolinea e ripeti”. In effetti esso è un metodo passivo e non sfrutta appieno le potenzialità del cervello, che sono pressoché illimitate. Socrate, grande maestro in campo umanistico, sosteneva l’importanza di aiutare i discenti a tirar fuori le proprie risorse ed usare pienamente il proprio potenziale. I docenti attuali dovrebbe cercare di fare altrettanto, insegnando sia un metodo di studio valido ed accattivante sia la capacità di esporre con coerenza, logica e lucidità i contenuti appresi. Spesso, in occasione di interrogazioni ed esami, l’ansia, l’emozione e lo stress provocano un vero e proprio blocco mentale. Come superare queste difficoltà? Cicerone disse: “Poeti si nasce, oratori si diventa”. Facendo proprie le principali tecniche di memorizzazione di un testo, insegnate dal grande giurista romano, nonché sviluppando i tre livelli della comunicazione, il verbale, il paraverbale ed il linguaggio del corpo, si conseguiranno in poco tempo risultati a dir poco strabilianti. La mente acquisterà velocità e diventerà più elastica. Lo studio sarà entusiasmante e piacevole. La determinazione, l’autostima, la fiducia in se stessi, la curiosità e la creatività cresceranno notevolmente. Si imparerà giocando e divertendosi, proprio come fanno i bambini della scuola dell’infanzia. Le tecniche insegnate ed utilizzate da Cicerone, consentono di apprendere con facilità una quantità enorme di informazioni, di archiviarle ordinatamente nella mente e di essere in grado di tirarle fuori, al momento opportuno, attraverso un’adeguata esposizione comunicativa.
Numerose sperimentazioni effettuate nelle scuole e con i corsisti dell’UdEL ne hanno dimostrato l’efficacia. Testo base prescelto, in ossequio ai 150 anni dall’Unità, è stata la Costituzione Italiana. Si è visto come sia possibile, in pochissimo tempo, studiarne e ricordarne alla perfezione il contenuto di numerosi articoli. Si è operato con tre diverse tecniche di memorizzazione: “Il metodo a cascata”, “La teoria dei luoghi” e lo “Schedario mentale”. In ogni articolo è stato innanzitutto individuato ed evidenziato un concetto chiave, (vedi tabella relativa ai primi 12 articoli) e su di esso è stata costruita una vivida immagine mentale. Le immagini sono state poi collegate tra loro. Gli esperimenti hanno dimostrato non solo che lo studio può diventare estremamente piacevole, interessante ed efficace, ma anche che il tempo dedicato ad esso si riduce notevolmente. Infatti, in meno di un’ora, l’intera classe è stata in grado di imparare, ricordare e saper ripetere nell’esatta sequenza, il contenuto dei primi 28 articoli della Costituzione.
Le strategie di memoria fanno tutte leva sul potere delle immagini. La nostra mente pensa, sogna e ricorda per immagini. Una famosa ricerca afferma infatti che noi apprendiamo il 10% di quello che leggiamo, il 20% di quello che ascoltiamo, il 30% di quello che vediamo, il 50% di quello che vediamo e sentiamo. Associare i concetti da ricordare a delle immagini aiuterà quindi a consolidare il ricordo. Le immagini, devono essere vivide, esagerate, associate in modo inusuale ed emotivamente coinvolgenti.
Molti studenti utilizzano con successo le strategie di apprendimento acquisite, sia per la memorizzazione dei testi sia per la puntuale esposizione degli stessi durante interrogazioni ed esami. Altri non le utilizzano perché nessuno gliele ha insegnate.
Quello dei docente è certamente un compito arduo ma, allo stesso tempo, fondamentale ai fini della formazione degli adulti di domani. Ogni formatore ed educatore, nell’esaminare la propria didattica, potrebbe trovare utile ricordare le parole di Aristotele: “pensate da uomini saggi, ma parlate come la gente comune”. Per far questo sono necessari impegno, passione e dedizione, ma i risultati saranno assai gratificanti perché i propri alunni studieranno in modo attivo e piacevole, impareranno con facilità, ricorderanno alla perfezione e saranno in grado di esporre con efficacia i contenuti appresi.
Saranno in tal modo protagonisti del proprio successo!

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